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SACRO MONTE DI OSSUCCIO

Nona Cappella - Salita al Calvario

Costruzione analoga alle due precedenti, misura m. 6x7  e ha forma ottagonale, con un piccolo portico anteriore e una finestra a tre aperture come quella della V cappella. Il portico è arricchito da elementi decorativi in granito. Fu completata entro il 1667 a spese di Andrea Cetti di Lenno, divenuto Zecchiere dell’Imperatore di Germania. Del Cetti è murato lo stemma in facciata, opera di un certo Gio. Batta Bianchi. La rappresentazione che si svolge nello spazio ellittico interno è assai affollata e movimentata, con 19 personaggi, due cavalli e un cane, modellati in  terracotta policroma sempre dalla Bottega dei Silva. La scena si frantuma in vari momenti: al centro Gesù  cade, sotto il peso della croce e viene forzato a rialzarsi, tirato per una corda da un orribile gozzuto; la Veronica, in primo piano, gli terge il volto con un velo, mentre Maria con Giovanni, angosciati, assistono alla strazio impotenti, poco discosti da una lacrimosa Maddalena. Magnifici soldati con poderosi cavalli sulla destra sovrintendono alla salita. I due ladroni condannati con Gesù, legati insieme da ceppi di ferro per le cosce sono fustigati da un aguzzino che li sospinge. Mendicanti, passanti e il popolino, raffigurati in parte nelle statue dal Silva e negli affreschi da Gian Paolo Recchi o da Carlo Gaffuri assistono indifferenti al dramma dei condannati.

Decima Cappella - Crocifissione e Morte di Gesù

Si eleva su una spianata al sommo della salita. Risulta simile all’XVIII cappella di Orta: è a pianta centrale con un corpo ottagono intorno a cui è innestato un corridoio loggiato con archi sostenuti da pilastri binati; la sovrasta un tiburio cilindrico.
Risale al 1669 e fu patrocinata sempre da Andrea Cetti ; fu decorata da Carlo Gaffuri e da Giovan Paolo Recchi negli affreschi e da Agostino Silva nella statuaria.  E’ considerata la maggiore per dimensione e numero di personaggi, oltrechè per l’importanza del tema  della crocifissione: misura m.7x7 ed è animata da 35 personaggi oltre a 5 angeli, 4 cavalli e 1 cane. L’ampio spazio interno circolare è popolato da una folla tumultuante: su tre altissime croci sono innalzati Gesù e i Ladroni, staccati quasi in una dimensione trascendente, ove aleggiano  angeli, ben al di sopra ormai della scena terrena. Al centro predomina il dolore delle figure femminili - Maria e quattro donne, insieme a Giovanni, che formano un blocco solidale anche nel modellato delle statue. La ricchezza delle pose plastiche degli altri personaggi è straordinaria, così come la preziosità dei dettagli decorativi dell’insieme.

Undicesima Cappella -  Resurrezione di Gesù

Risale al 1664 e fu patrocinata dal Canonico Bernardo Brentano di Isola e decorata sempre da Agostino Silva, mentre non è accertato l’autore degli affreschi. L’edificio, di pianta ottagonale, misura m.6x6 ed è anticipato da pronao impostato sull’intera larghezza del viale. In facciata, sopra la lunga finestra rettangolare, c’è un timpano spezzato in granito mentre sotto si apre il piccolo accesso all’interno, che è stato ridimensionato e arrotondato e ospita sette statue di Agostino Silva, modellate in un quadro d’insieme caratterizzato da grande unità e dinamismo:  un magnifico Cristo Risorto si eleva nudo e trionfante, proiettato contro una aureola raggiata contro il cielo affrescato dello sfondo; il sepolcro al centro è scoperchiato dall’ Angelo alla presenza dei cinque soldati di guardia: essi indossano le armature dei lanzichenecchi del XVII secolo e sono colti in vari atteggiamenti: uno addirittura rovesciato e folgorato dall’evento della resurrezione, un altro ancora addormentato e rivestito di una caratteristica corazza seicentesca.

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