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SACRO MONTE DI OSSUCCIO

I Sacri Monti pervenuti fino a noi sono 10 in Spagna, 7 in Portogallo,19 in Polonia e 2 in Francia, a cui vanno aggiunti i Calvari Bretoni; in Italia se ne contano circa 20, tutti in area prealpina: una muraglia della ortodossia cattolica edificata dopo il Concilio di Trento come una barriera per contrastare il protestantesimo dilagante dal Nord delle Alpi:  Varallo, Crea, Orta, Varese, Arona, Graglia, Oropa, Ossuccio, Domodossola, Griffa, Valperga Canavese, Locarno, Belmonte, Montà costituiscono una vera epopea della fede e della devozione in epoca barocca. Nella Diocesi Milanese fra le personalità di riferimento per l’avvio di questa impresa ciclopica va citato almeno il Cardinale Federico Borromeo, emulato e coadiuvato da uno stuolo di  zelanti vescovi, canonici ed eminenti religiosi di varie Congregazioni.

Sono Sacri Monti dei più vari, dai più modesti e rustici ai più aulici e fastosi; cappelline disposte in successione, ornate di semplici dipinti o bassorilievi, o doviziose cappelle ricche di gruppi statuari a misura d’uomo, come queste di Ossuccio, che narrano alla devozione popolare le tappe salienti di un percorso di fede e di salvezza, attraverso verosimili suggestioni del tragitto di Cristo sulla terra, nei luoghi Santi, verso Gerusalemme. Quante Nuove Gerusalemme disseminate nel tempo nel mondo cristiano! Alla portata di tutti e raggiungibili senza affrontare burrascose traversie per mare o abbordaggi pirateschi; raggiungibili senza lunghi pellegrinaggi a Roma o a Santiago de Compostela: accessibili a tutti, purchè visitate devotamente “in figura”, con la sola fatica della salita verso l’alto e della preghiera, come qui a Ossuccio attraverso i Misteri del Rosario.

Le Cappelle del Rosario

Risultano inserite lungo il viale con studiata cadenza e sono dedicate ai Misteri del Rosario, Gaudiosi, Dolorosi e Gloriosi; furono edificate a partire dal 1635 e con massimo impegno fra 1663 e 1668, fin verso 1688, mentre il viale acciottolato che si snoda in giravolte che conducono il pellegrino nella sua ascesi verso il Santuario, fu concluso verso il 1714. Le 14 cappelle furono innalzate secondo progetti di maestri architetti non più accertabili e non risaltano per particolari motivi di composizione e di struttura: sono tempietti semplici a pianta centrale di stile fra il Tardo Barocco e il Neoclassico; hanno finitura intonacata e tutt’al più qualche inserto, cornice o profilo in pietra o marmo granito e sono talora preceduti da pronao, cioè un portico colonnato di varia profondità che talora si protende a coprire l’intera larghezza del viale acciottolato che transita davanti alla cappella e integra  la cappella stessa nel percorso devozionale, offrendo al contempo riparo e sosta al pellegrino in preghiera. (segue >>)

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