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SACRO MONTE DI OSSUCCIO

I Sacri Monti: una Salvezza più vicina

Sorsero in tutta Europa dalla fine del XV sec., in un periodo in cui i pellegrinaggi a Gerusalemme si erano fatti assai pericolosi a causa dell’espansione Ottomana. La consuetudine del pellegrinaggio nei Luoghi Santi era iniziata già nel III secolo d.C. al tempo in cui San Gerolamo si stabilì a Betlemme, e si consolidò ancor più sotto l’imperatore Costantino, allorché venne edificata sul luogo del Calvario la Basilica del Santo Sepolcro.  Nel Medioevo i pellegrinaggi continuarono con vicende alterne per il desiderio radicato nei cristiani di compiere il viaggio nei luoghi dove si era  svolta la vita di Gesù e si era compiuto il dramma della salvezza.  Intorno all’anno Mille i Monaci Cluniacensi dell’Abbazia di Cluny avevano un ruolo importante nell’organizzazione dei viaggi, che duravano più di un anno e radunavano migliaia di pellegrini, alcuni dei quali erano pubblici peccatori che espiavano le colpe secolari insieme ai propri peccati. Non ci addentreremo nel periodo assai controverso delle Crociate, quando il tema della riconquista dei Luoghi Santi e le loro vere ragioni storiche andarono a sovrapporsi e a intrecciarsi al momento medievale del pellegrinaggio.

Il primo Sacro Monte a sorgere fu quello di Varallo Sesia, allora nel granducato di Milano: una “Novella Gerusalemme” voluta dal diplomatico e francescano Padre Caimi nel 1491e ridisegnata a partire dal 1565 dall’architetto perugino Galeazzo Alessi: a lui si deve la codificazione architettonica impiegata in tutti i Sacri Monti successivi  e conservata nella Biblioteca civica di Varallo col titolo di Libro dei Misteri, appunto quelli della vita, passione, morte e resurrezione di Gesù: una raccolta di 318 fogli di disegni, grafici, progetti di impianti urbanistici e disegni delle sacre scene da rappresentarsi in scultura. E’ altresì evidente come le cristallizzazioni plastiche e i gruppi statuari in terracotta policroma realizzati inizialmente a Varallo dal grande Gaudenzio Ferrari, e poi altrove da uno stuolo di altri artisti, trovino qualche radice anche nelle Sacre Rappresentazioni medievali che sin dal 1200 si tenevano nei chiostri dei monasteri e nelle piazze urbane ad opera di Pie Confraternite prima, e più tardi con la partecipazione diretta del popolo; peraltro queste rappresentazioni vennero interdette dopo il 1545 dal Concilio di Trento, per tema di eccessivi travisamenti popolari e per ricondurre nell’alveo dell’ortodossia la rappresentazione dei momenti salienti della storia della Salvezza. Così come nei polittici dipinti e nelle raffigurazioni scultoree delle facciate delle cattedrali gotiche del medioevo, questi Sacri Monti furono la biblia pauperum della chiesa controriformata postridentina.

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