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KOMINO : CASTELLO BARADELLO
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Dal Comune alla Signoria milanese dei Visconti

L'epopea del Libero Comune di Como si dispiega durante il XIII secolo con piena autonomia amministrativa grazie a Statuti Comunali propri e alla notevole prosperità economica derivante da floridi e liberi commerci, ma è continuamente travagliata, come altrove in Italia, dalle lotte civili intestine, fomentate dalle famiglie maggiorenti della città che si contendono le maggiori magistrature e il ruolo sempre più preminente di Podestà: i Vitani di Como sono schierati col partito Guelfo, capeggiato a Milano dai Della Torre ovvero Torriani; i Rusca o Rusconi sono schierati invece col partito Ghibellino, guidato a Milano dai Visconti. Su questo sfondo si proietta l'episodio più traumatico e leggendario della barbara prigionia e morte nel castello Baradello del capo guelfo, già podestà di Como, Napo Torriani: all'indomani della battaglia di Desio del gennaio 1277, che vede vincitori i ghibellini capeggiati da Ottone Visconti sui guelfi, Napo Torrioni è catturato da Ottone Visconti e rinchiuso con figli e parenti nel Baradello, ove i prigionieri resteranno esposti per 19 mesi in tre gabbie di legno appese all'esterno della torre, ben visibili dalla città e dalla strada Regina, a drammatico monito per le velleità guelfe sulla città. Napo Torriani con alcuni dei figli e nipoti morranno di inedia nelle gabbie solo nell'agosto 1277 e la leggenda vuole che venissero sepolti nell'oratorio di S. Nicola annesso al castello o nella chiesetta già paleocristiana di S. Martino in Sylvis, sulle falde del colle, presso S. Carpoforo. Dal 1335 la Signoria Viscontea, nel frattempo affermatasi a Milano, estese la sua influenza anche su Como, con l'appoggio iniziale degli alleati Rusca. Vengono promulgati nuovi Statuti con i quali da parte dei Visconti viene definitivamente cancellata l'autonomia Comunale di Como e, una volta pacificate le fazioni cittadine, i nuovi Signori intraprendono il potenziamento delle fortificazioni, compresa la sopraelevazione della cinta muraria e del massiccio torrione romanico del Baradello, che si eleva di altri 8 metri e diviene svettante e coronato di eloquenti merli ghibellini.


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